Iaijutsu : la pratica dello iaido vista dai senpai



Lo iaijutsu può cambiare la vita di una persona? Dipende dall’intensità con cui si pratica.

Ecco il pensiero di un senpai 先輩, praticante di Jaijutsu nel dojo Niten Ichi Ryu di Collegno (To)

 

Scegliere lo iaijutsu: perchè?

Capita spesso, chiacchierando con amici e conoscenti, che mi si chieda perchè io abbia scelto proprio lo Iaido fra le tante diverse discipline sportive e arti marziali oggi disponibili.

Ad essere sincero questa è una domanda che io stesso ogni tanto mi pongo, specie quando mi metto a contare gli anni che sono trascorsi da quando, ormai un decennio fa, mi sono iscritto al dojo Niten Ichi Ryu.

 

In tutti questi anni tante cose sono cambiate: l’organizzazione del corso, la sua sede, i compagni… ovviamente anche io.

E’ proprio sul concetto di cambiamento che vorrei provare a spiegare cosa sia lo Iaido e perchè può arrivare ad affascinarti e a non mollarti più, diventando parte indispensabile di te.

 

Mistero e solennità

All’inizio del mio personale percorso, ero, banalmente potremmo dire, incuriosito e attratto dall’arte giapponese: da quell’aura di mistero e solennità che aleggia nel dojo; dalla purezza di quelle forme che assume il corpo di chi pratica.

E poi dalla pungente bellezza dalla spada giapponese.

Ma in breve tempo ho capito che in realtà quello che davvero cercavo andava ben oltre: si trattava di qualcosa che nessuna precedente esperienza sportiva o agonistica mi aveva mai saputo procurare e che mai avrebbe potuto darmi.

 

Così lezione dopo lezione, anno dopo anno, ci si rende conto che quanto si apprende può avere un incredibile effetto sulla vita di tutti i giorni e che possiamo portarci tutto ciò anche fuori dal dojo: ad esempio a lavoro o nella vita privata.


Potrei dire, rischiando facilmente di essere frainteso, che la Katana, una volta capito quanto poco sia importante, sia poi impossibile togliersela: perchè in realtà DIVENTIAMO NOI STESSI TUTT’UNO CON ESSA.

Credetemi è davvero difficile riuscire a spiegare questa metafora.

Gestire l’ansia con la pratica dello iaijutsu

Ci si approccia spesso allo Iaido con la smania di brandire una spada e di imparare ad utilizzarla, di farla “fischiare” fendendo l’aria.

Certo, è una sensazione bellissima di pienezza e forza: ci si sente bene a maneggiarla, ci si diverte, non lo nego.

 

Ma la verità è che per il suo tramite si impara tantissimo su di sè e sugli altri: si impara a gestire la propria ansia e a meglio controllare la propria mente ed il proprio corpo.

In pochissime parole, almeno nel mio caso, lo Iaido lo si inizia per alcuni motivi, ma poi lo si prosegue e lo si ama per altri.

 

Gestire e dirigere il cambiamento

Presto si comprende che lo Iaido può aiutarci a gestire il cambiamento, a dirigerlo nella direzione che desideriamo. Ci può insegnare a coltivare la ricerca continua del proprio miglioramento e a farlo non per scopi effimeri (come il semplice agonismo), così da farla durare nel tempo.

Lo iaido non è un insieme di semplici nozioni tecniche: queste sono solo l’inizio.  E’ piuttosto UN METODO, un approccio alla gestione di se stessi e della propria personale crescita, oltre i propri limiti.

Questa continua ricerca, questo impegno, questa dedizione, procurano una grande e duratura soddisfazione.

 

 

Quindi forse, se avete avuto la pazienza di arrivare a leggere fino in fondo, ormai avrete capito perchè io, come altri, abbiamo scelto lo Iaido.

Perchè, dopo aver avuto pazienza, ostinazione e fatto sacrifici, abbiamo intravisto quello che lo Iaido può donare e abbiamo scelto di afferrarne quanto più possibile.

 

Così, in certe serate si entra nel dojo un pò stanchi dalla settimana, frustrati, magari preoccupati e con la mente piena di pensieri opprimenti. Poi ci si prepara, si pratica e tutt’un tratto ci si trova concentrati unicamente su se stessi: sereni e col sorriso.

Un sorriso che non porti sul viso ma nel cuore, e che a differenza di quanto potresti fare col primo, hai modo di conservare anche fuori dal dojo.

Spero di esser riuscito nel non facile compito di spiegare cosa si prova a far iaido: detto ciò, buon cambiamento a tutti.

Umberto CANEPA

 

www.duecieli.it









Commenti